Che differenze ci sono tra abbuffate oggettive o soggettive?

disturbi alimentari

Una combinazione dei due tipi di alimentazione incontrollata comporta un BMI più alto.

Gli episodi di alimentazione incontrollata oggettiva (OBE) sono tra i parametri diagnostici fondamentali per la bulimia nervosa e il binge eating disorder, e possono anche verificarsi in persone affette da anoressia nervosa (AN). La quinta edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders(DSM-5) definisce gli episodi di OBE come un senso di perdita di controllo sul cibo in un determinato lasso di tempo, durante il quale la quantità di cibo consumata è notevolmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe in circostanze simili. La quantità di cibo enorme non è solo soggetta al giudizio clinico ma esclude anche l’altra forma di alimentazione incontrollata, quella soggettiva (SBE). La SBE è anche strettamente legata ad una OBE che viene riscontrata spesso tra le persone affette da disturbi alimentari e nella popolazione generale.

La dottoressa Natalie Li e i colleghi della Western Sydney University di Penrith, New South Wales, e della Macquarie University di Sydney, hanno recentemente confrontato i profili sociodemografici e il fardello delle OBE rispetto alle SBE in un’indagine basata sulla popolazione di 3028 uomini e donne adulti (BMJ Open. 2019;9e024227; doi:10.1136/bmjopen-2018-024227). I ricercatori australiani hanno cercato di determinare se ci sono differenze nei profili sociodemografici, come l’età, il sesso, il livello di istruzione, e i livelli di stress per gli episodi di alimentazione incontrollata, la sopravvalutazione e la qualità della vita legata alla salute tra tre gruppi di studio. I gruppi comprendevano persone con soli OBE ricorrenti, persone con soli SBE ricorrenti e individuo affetti da una combinazione dei due tipi di alimentazione incontrollata. Gli autori hanno anche ipotizzato che sebbene non abbiano rilevato alcuna differenza nel risultato registrato dalle persone affette da entrambi i tipi di alimentazione incontrollata, le persone che avevano forme combinate di SBE e OBE hanno registrato risultati peggiori di quelle che soffrivano di un solo tipo di alimentazione incontrollata.

Gli autori sottolineano che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ora riconosce il potenziale significato clinico delle SBE e ha rimosso il requisito essenziale per cui una alimentazione incontrollata deve essere abbondante nell’International Classification Diseases (ICD) per i BED. Nei criteri ICD-11 proposti, un episodio di alimentazione incontrollata viene definito come “un periodo di tempo distinto durante il quale una persona prova una perdita soggettiva di controllo sull’alimentazione, mangiando notevolmente di più o diversamente dal solito, e si sente incapace di smettere di mangiare o limitare il tipo o la quantità di cibo consumato”. Lo studio ha utilizzato i dati raccolti nel 2016 nell’Health Omnibus Survey, che è consistito in interviste individuali condotte annualmente in nell’Australia del Sud.

I risultati dello studio

La dottoressa Li e i suoi colleghi hanno individuato somiglianze significative tra i gruppi OBE e SBE in tutte le misure, il che ha corroborato la ricerca precedente che indicava che la SBE è associabile a conseguenze simili sulla salute e alla psicopatologia legata all’alimentazione come le OBE riconosciute dal DSM-5.

Uno degli aspetti che i ricercatori hanno analizzato è stato il profilo demografico dei gruppi di studio. I partecipanti dei gruppi SBE e OBE avevano più o meno la stessa età, ma quelli del gruppo non-binge-eating erano in media 7 e 10 anni più vecchi di quelli dei gruppi OBE e SBE, un risultato che differiva dagli studi precedenti. Questo era dovuto ad un campione più piccolo negli studi precedenti o al fatto che gli episodi di alimentazione incontrollata possono colpire in modo straordinario le persone più giovani? Non è stato riscontrato alcun effetto rilevante legato al sesso. Inoltre, non sono state riscontrate differenze significative in base al livello di istruzione raggiunto o alla qualità della vita.

Per quanto riguarda l’indice di massa corporea (BMI), non sono state riscontrate differenze significative tra i gruppi OBE e SBE, il che è stato sorprendente perché i comportamenti nei due gruppi differivano in base alla quantità di cibo consumato. Come previsto, i partecipanti del gruppo combinato hanno riscontrato un BMI significativamente più elevato rispetto ai partecipanti che hanno segnalato solo una forma di alimentazione incontrollata. Le persone che hanno dichiarato entrambi i tipi di alimentazione incontrollata hanno registrato i risultati peggiori nelle valutazioni relative alla salute come l’IMC, la qualità della vita e la sopravvalutazione. Gli autori si sono chiesti se chi ha segnalato sia le OBE che le SBE (2,5% dei partecipanti allo studio) subisse episodi di alimentazione incontrollata più di frequente, il che è un fattore che merita ulteriori approfondimenti.

Un’ultima scoperta da sottolineare: le differenze di sesso negli episodi di alimentazioni incontrollata non sono state registrate in questo campione di soggetti. Questo corrobora che la tipica disparità di genere in coloro che ricevono un trattamento per i disturbi alimentari, il che è in gran parte il riflesso dei fattori che influenzano la ricerca dei casi e delle cure piuttosto che una vera variazione nella prevalenza.

Tradotto da Eating Disorder Review

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